La mindfulness è una pratica che si è sviluppata nel corso di migliaia di anni per affrontare abitudini mentali dolorose. E’ un particolare atteggiamento, un modo di rapportarsi alla vita.  E’ un approccio utile per migliorare lo stato di salute di un gran numero di pazienti, soprattutto per risolvere problemi generati dallo stress, per disturbi d’ansia, depressione.

Il primo a sperimentare l’applicazione clinica della mindfulness è stato Jon Kabat-Zinn, professore di medicina che aveva elaborato alla Stress Reduction Clinic of Massachusetts il protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) per la riduzione dello stress alla fine degli anni ‘70. Da allora il programma è stato utilizzato con applicazioni cliniche in una gamma ampliata di patologie psichiatriche (Disturbo d’Anisa Generalizzata, Disturbo da Attacchi di Panico, Anoressia Nervosa), disturbi somatici ( disturbi gastrointestinali, psoriasi, fibromialgia, sindrome da dolore cronico), a patologie mediche (dist. Del sonno, cefalee)

La MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy) sviluppata da Zindel Segal, M. Williams e J. Teasdale coniuga l’esperienza accumulata dal programma di Kabat-Zinn con alcune tecniche terapeutiche classiche della terapia cognitiva standard. E’ utilizzata in particolar modo per la prevenzione delle ricadute nel trattamento della depressione.

Secondo Kabat-Zinn la Mindfulness consiste nel “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”

La mindfulness aiuta a vivere secondo la “modalità dell’essere” che consiste nell’accettare che le cose siano quello che sono, a differenza della “modalità del fare” che ci porta a giudicare le cose, e a desiderare che siano diverse da come sono.   Ci rende, inoltre, consapevoli di quanto viviamo con il pilota automatico inserito, perdendo la vividezza del momento presente e quindi la consapevolezza di ogni singolo momento della nostra vita.

La mindfulness non aiuta le persone a evitare le situazioni negative della vita o a cambiarle, come avviene nella terapia cognitiva standard, ma insegna ad accettarle e a vivere nonostante le difficoltà, nella consapevolezza che nella vita tutto è un fluire continuo, in continua trasformazione, compresi gli eventi negativi.